Per Dimagrire, Pasta a pranzo, Carne a cena…sarà vero?

dieta dissociataCi è stato ripetuto per anni. La famosissima dieta dissociata ce lo ha spiegato nel dettaglio e milioni di persone hanno seguito la raccomandazione di mangiare “pasta a pranzo e carne a cena”, domandandosi poi perché la bilancia non le premiava per questa loro scelta e tutti i sacrifici che comportava. Questa convinzione, che bisogna assumere carboidrati e proteine separatamente, nell’ambito di un regime dietetico orientato alla perdita di peso, è un concetto che non tiene minimamente conto del funzionamento del nostro organismo.

La spiegazione fornita dai sostenitori di questa teoria è molto semplice: all’interno del nostro apparato digerente vengono prodotti diversi enzimi per la digestione di proteine e carboidrati. Queste due tipologie di enzimi presentano caratteristiche molto diverse tra loro e assumere proteine e carboidrati durante lo stesso pasto renderebbe più difficoltosa la digestione, limitando l’assorbimento dei nutrienti e non favorendo una corretta nutrizione e il controllo del peso.

Questo concetto, se pur corretto nel principio, non tiene minimamente conto del processo di risposta insulinica, che andremo a vedere insieme.

Il ruolo dell’insulina

Dobbiamo tener presente un importante fattore quando parliamo di assumere proteine e carboidrati in maniera separata. Vediamo, infatti, che succede se decidi di seguire la raccomandazione della classica dieta dissociata e mangi a pranzo solo un piatto di pasta.

piatto di pastaLa pasta, soprattutto se non è integrale, è costituita solo da carboidrati raffinati, ovvero a cui è stata tolta quella parte che la natura aveva preposto a rallentarne l’assimilazione nel sangue. Di conseguenza il loro indice glicemico, ossia la velocità con cui questi carboidrati complessi vengono scomposti in carboidrati semplici, è molto alto. Quindi questo tipo di carboidrati vengono velocemente scomposti e nel giro di poco tempo il glucosio, il più semplice degli zuccheri e l’unico assimilabile dal nostro organismo come fonte di energia, viene messo in circolo nel sangue.

Potresti giustamente pensare: “Bene, li utilizzo come energia immediata, pronta per l’uso!” C’è però un problema, anzi ce ne sono due. Il primo è che i carboidrati assunti e non rapidamente bruciati con l’attività fisica hanno, come visto in precedenza, la fastidiosa tendenza a trasformarsi in grassi e depositarsi dove non vorresti. Il secondo è che un livello di zuccheri troppo alto nel sangue è tossico e potrebbe addirittura portare al cosiddetto “coma glicemico” e quindi alla morte.

Ecco quindi che la natura, come al solito, trova la soluzione. Uno dei nostri organi, il pancreas, ha tra le sue funzioni anche quella di produrre un ormone, l’insulina, che ha proprio il compito di abbattere il livello di zuccheri nel sangue per evitare spiacevoli conseguenze. Quando questo livello raggiunge una certa concentrazione il pancreas produce un adeguata quantità di insulina per far scendere il livello di zuccheri nel sangue. L’insulina però non elimina magicamente gli zuccheri dal nostro organismo. Li elimina dal sangue e li trasforma velocemente in grassi che poi si vanno a depositare da qualche parte.

sonnolenza dopo i pastiL’insulina, inoltre, quando presente nell’organismo in elevate quantità, ha un certo effetto narcotico. Sarà capitato anche a te di provare una certa sonnolenza dopo aver mangiato solo un piatto di pasta a pranzo, e di avere avuto bisogno di un caffè per tenere gli occhi aperti. Ecco, in questo caso hai sperimentato l’effetto narcotico dell’insulina, e di certo avere costantemente elevati livelli di insulina in circolazione nel sangue non contribuisce a farti sentire al top della forma!

Inoltre creando questi picchi glicemici nel sangue, che richiedono massicce dosi di insulina per essere abbattuti, costringi il pancreas a un superlavoro nella produzione di insulina, un lavoro per cui non è stato progettato.

fameMa, cosa più importante di tutte, nel caso di un pasto di soli carboidrati, in cui si innesta il processo di picco glicemico e rilascio di insulina appena descritto, cosa avverrà dopo circa due ore dal pasto? L’insulina avrà terminati il suo lavoro e ci sarà una nuova situazione di basso livello di zucchero nel sangue, che ti darà la sensazione di fame e la voglia di assumere nuovi carboidrati per ricominciare il ciclo. Quindi dopo poco tempo ti ritroverai con una “fame da lupi”, con il tuo organismo che richiede ancora una volta zuccheri semplici per avere energia immediata e quindi con la voglia di altri carboidrati. Si innesca quello che viene chiamato “il meccanismo perverso dell’insulina”.

Quindi, riassumendo gli svantaggi di assumere solo carboidrati, specie se raffinati, all’interno di un pasto sono tre:

  1. favorisci l’accumulo della riserva di grassi che poi hai 
difficoltà a bruciare;
  2. sottoponi il pancreas a un superlavoro per la 
continua produzione di insulina;
  3. dopo poche ore dal pasto hai dei cali di energia che sicuramente influiscono su quello che stai facendo e ti fanno venire voglia di assumere altri carboidrati.

Assumendo un po’ di proteine a ogni pasto, preferibilmente di origine vegetale, non solo riduci l’apporto di carboidrati ma stimoli la produzione dell’ormone antagonista all’insulina chiamato glucagone, che rallenta ulteriormente il meccanismo perverso dell’insulina.

Nei prossimi articoli andremo a vedere più nello specifico il ruolo del glucagone e come puoi farlo lavorare a tuo favore per dimagrire e raggiungere i tuoi obiettivi di controllo del peso. Inoltre andremo anche a vedere come dev’essere la composizione ideale di un pasto. Iscriviti alla nostra newsletter per non perdere neanche un articolo. Inserisci il tuo nome e la tua mail nel box che trovi a questa pagina e potrai scaricare il report gratuito “Dimagrire senza stare a Dieta”.

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Simone

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