Carboidrati e Dimagrimento: 3 errori comuni.

Sono sicuro che già lo sai: se non riesci a dimagrire, anzi ingrassi sempre di più, è perché mangi troppi carboidrati.

E’ arrivato lui, hai fatto la scoperta dell’America. Simo’, pure mia nonna lo sa, che i dolci fanno ingrassare…

E’ vero, ma parlare solo di carboidrati è un po troppo generico. Anche frutta e verdura sono carboidrati, insieme ai famigerati dolci, zucchero e cereali (raffinati e integrali).  E’ ovvio che non possiamo paragonare le zucchine al tiramisù.

Infatti, molte persone, sempre più consapevoli dei problemi che gli zuccheri e i cereali raffinati possono portare alla salute e alla linea, cercano di limitarne l’assunzione, ma spesso con scarsi risultati. Anzi in alcuni casi non fanno altro che peggiorare la loro situazione. Questo perché incorrono in quelli che sono i 3 errori comuni in fatto di carboidrati.

In Italia siamo sempre stati portati a mangiare tanti cereali ed è indiscutibile che pasta, risotti, pane e dolci di ogni genere hanno una particolare attrazione su di noi. Infatti, la piramide nutrizionale classica prevedeva una quantità enorme di carboidrati, in particolare di cereali, e questo in un certo senso ci ha portato a sviluppare un rapporto di amore e odio con questi macronutrienti.

Quindi per molti anni si è dato per scontato che la base della nostra alimentazione dovesse essere fatta di cereali e forse questo era anche legato alle nostre tradizioni, al nostro stile di vita. Una volta la vita era molto legata all’agricoltura e quindi anche al lavoro fisico pesante, che poteva in qualche modo giustificare un consumo elevato di cereali.

E’ chiaro che poi con il cambiare dello stile di vita, anche nel nostro paese ci siamo ritrovati con una percentuale di persone che fanno lavori fisici sempre più ristretta, mentre la maggior parte di noi, oggi per lavoro, sta seduta da qualche parte molte ore al giorno. Questa accoppiata, grande apporto di cereali e lavoro sedentario, è stata una delle cause principali che, anno dopo anno, hanno portato, nel nostro Paese, ad un peggioramento della nostra salute metabolica e ad una diffusione sempre più importante di obesità e sovrappeso, anche nei bambini, cosa un tempo impensabile.

Allora come per rigetto sono nati altri approcci nutrizionali che hanno come base il concetto che i carboidrati siano la causa di tutti i mali e quindi qualcosa da bandire assolutamente e da non mangiare. Ci ritroviamo così in mezzo a questa polarità difficile da gestire. Da un lato i carboidrati sono alimenti buonissimi e che ci piacciono tanto, quindi facciamo fatica a farne a meno. Dall’altro abbiamo tanta paura che ci facciano ingrassare e che portino ad avere un peggioramento del nostro metabolismo.

Allora quali sono i 3 errori più comuni?

Il primo errore è ovviamente quello di mangiarne troppi. La persona che per molti anni ha un apporto elevato di carboidrati (in particolare di cereali o addirittura di zuccheri) è una persona che sta mettendo sotto pressione in maniera notevole il suo metabolismo, la regolazione della glicemia, la produzione di insulina da parte del pancreas. E soprattutto è una persona che, a meno che non faccia una quantità enorme di attività fisica, sarà indubbiamente più a rischio di patire delle conseguenze metaboliche, in particolare sovrappeso o addirittura obesità.

Questo è vero per tutte le categorie di età e diventa più vero man mano che si va avanti con gli anni. Infatti più avanti si va con gli anni e più si resta focalizzati su questo tipo di alimentazione, più si rischia di avere degli scompensi metabolici importanti.

Secondo errore, non mangiarne affatto. È molto spesso la risposta estrema ed eccessiva a un passato che prevedeva una tendenza a mangiarne troppi. Allora dal troppo si va al nulla e dunque si eliminano completamente i cereali. Con quali conseguenze?

Ovviamente c’è uno sbilanciamento dell’introito calorico e quelle calorie che abbiamo tolto eliminando i cereali andremo a ripescarle, nella migliore delle ipotesi, nella verdura. Ma chiaramente la verdura ha un apporto calorico molto basso, quindi è difficile sostituire l’apporto dei cereali solo con la verdura. Andremo a cercarle nella frutta e in un primo momento potrebbe sembrare una grande idea, ma in realtà non lo è, perché la frutta comporta un ulteriore, forse un maggiore, sbilanciamento della glicemia. Quindi il rischio è che andremo a cercare quelle calorie che ci mancano esagerando con i grassi o esagerando con le proteine.

Ma c’è una ragione in più che ci porta a concludere che eliminare i cereali non è la scelta più giusta e questa ragione è legata l’attività fisica. Qualunque essa sia, un’attività fisica di una certa intensità e di un certo impegno, utilizza glicogeno muscolare e per formare i depositi di glicogeno i cereali sono il mezzo migliore. È molto più difficile, invece, recuperare l’energia spesa con l’attività fisica attraverso il consumo soltanto di verdura e di frutta.

Quindi per chi vuole fare attività fisica il ridurre drasticamente i cereali non è detto che sia la scelta più giusta, anche in quelle persone che stanno avvicinandosi a un programma di perdita di peso, o meglio detto perdita di grasso. È chiaro che dovranno magari ridurre l’apporto di cereali, ma non è detto che debbano essere del tutto eliminati, in particolare nei giorni in cui si fa allenamento.

Terzo errore, non saper distinguere. Cioè pensare che non ci sia nessuna differenza tra, per esempio, zuccheri, frutta, verdure, cereali raffinati, cereali integrali. In realtà le differenze sono enormi. Anche se fanno parte di un unica grande categoria, che è quella dei carboidrati, ognuno di questi alimenti ha delle differenze importanti.

Parlando anche solo dei cereali, la differenza tra un cereale raffinato e un cereale integrale è una differenza sostanziale. La fibra contenuta nel cereale integrale darà una risposta metabolica che è completamente diversa da quello raffinato.

Questi sono i 3 errori che molto spesso le persone commettono quando cercano di cambiare la loro alimentazione e vogliono gestire in maniera diversa i carboidrati: l’errore numero uno è quello più passivo, cioè non ce ne accorgiamo neanche, ma finiamo col mangiarne troppi. Si può provare a stare attenti, ma poi quel piatto di pasta ci attira così tanto che non vediamo l’ora di mangiarla. La reazione estrema può essere eliminarli completamente e, come abbiamo visto, non è affatto la scelta migliore. L’errore numero tre è non essere in grado di distinguerli. In realtà se fossimo capaci di fare bene queste distinzioni i cereali potrebbero rimanere parte della nostra alimentazione senza grossi problemi.

Allora, frutta e verdura nelle giuste quantità, ma da soli non bastano. Un po’ di cereali integrali, dosati in funzione di quanta attività fisica hai fatto o devi fare quel giorno, è la soluzione più semplice e meno estrema e probabilmente quella che ci dà più effetti positivi.

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A presto

Simone

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